Ci siamo chiesti negli anni cos’è per noi il tango argentino. È un ballo e, come tale, popolare e sociale, occasione d’incontro e di divertimento. Un ballo di coppia.

Il tango argentino è anche una danza perché è strutturato come un linguaggio che coinvolge la totalità della persona, corpo, emozioni, pensiero. Conoscerlo è come imparare una lingua. Lo accomuna al linguaggio la presenza di codici e strutture che permettono di comunicare, di esprimere. La padronanza del linguaggio permette di avventurarsi in quello che è il terreno specifico del tango come danza, l’improvvisazione a due, il dialogo corporeo di due persone che s’incontrano per il tempo di una tanda (10-12 minuti) creando insieme una partitura che può essere racconto, poesia, gioco, dramma o altro ancora. I registri sono infiniti come i nostri stati d’animo, i diversi istanti della nostra esistenza, complessi come la nostra personalità e come la miscela unica formata dalla coppia in quel momento. Ed è una lingua viva, che non cessa di evolversi in mille metamorfosi della sua anima originaria, che in qualche modo riesce a manifestarsi in forme tanto disparate quanto gli individui che la “danzano”. Questa vitalità, insieme alla possibilità di appropriarsene come di un linguaggio che ognuno può apprendere a suo modo, conferiscono al tango un fascino unico, che in qualche misura lo distingue dai balli sociali in senso classico, senza per questo ledere la dimensione di socializzazione e l’accessibilità a tutti.
Studiare il tango argentino significa studiare una lingua che permette d’incontrare se stessi e l’altro attraverso la musica e il corpo, in modo creativo e personale.
La tradizione rappresenta la base, le radici su cui crescono e spuntano continuamente nuovi rami, così alcuni cresceranno e si rafforzeranno e altri invece saranno sostituiti o da qualcosa di più solido o da qualcosa di ancor più nuovo.

La nostra didattica, in continua evoluzione come si addice al tango, si ispira a questa visione del tango come “lingua viva” e alla convinzione che divertimento e libertà siano conseguenze della conoscenza e della padronanza della “tango-lingua”.
Partendo da semplici espressioni di base che permettono di entrare in contatto con il proprio corpo e con il partner e di sperimentare la connessione necessaria per iniziare a muovere i primi passi insieme, si apprendono innanzitutto codici e strutture. È la fase di radicamento, in cui si scoprono gli elementi del tango tradizionale utilizzando tuttavia un approccio ispirato a moderne tecniche pedagogiche mutuate da varie esperienze, prime fra tutte la danza e l’improvvisazione. Di pari passo con il consolidamento delle basi, in una fase successiva, si attribuisce uno spazio sempre maggiore alla destrutturazione e alla sperimentazione per esplorare gradualmente le potenzialità creative del tango, attraverso l’imitazione, ma anche la creazione di sequenze personali fortemente legate alla musicalità, al fine di accrescere le capacità interpretative ed espressive di ciascuno.